Vuoi scoprire l’essenziale che porta al benessere?

“Mi chiamo Stefano Branda, e la mia professione, nonché la mia missione di vita, trova radici nel concetto giapponese di ikigai, ovvero quella passione che dà senso alla nostra esistenza.

Come Coach in resilienza fisica e mentale e formatore OxigenaMente, mi dedico a guidare le persone verso la scoperta del loro ikigai personale attraverso il miglioramento della forma fisica, l’espansione della consapevolezza, l’incremento della vitalità e l’arricchimento della qualità della vita e delle relazioni.

Chi sono Stefano Branda
Stefano Branda – Coach in resilienza fisica e mentale – Nutritional Education – Formatore OxigenaMente

Grazie alla mia insaziabile curiosità e alla passione per i “perché”, sono riuscito a conoscere a fondo il corpo e la mente umana, ho potuto “toccare con mano” l’essenziale che porta al benessere: poche azioni ESSENZIALI nella respirazione, nel movimento fisico, nella nutrizione e nel mindset, sono le responsabili del 90%. dei risultati desiderati.

Con oltre 35 anni di esperienze personali e professionali, ho aiutato innumerevoli persone a migliorare il proprio benessere ed efficienza posso per certo dire che siamo davvero fortunati ad essere qui insieme ora!!

Se lo desideri,  possiamo lavorare insieme per assicurarti:

    • Le strategie corrette per stare in forma,
    • l’energia per superare le difficoltà,
    • la lucidità per risolvere i problemi,
    • la necessaria malleabilità per affrontare i contrattempi.

Anche se la vita non smette mai di presentarci difficoltà, sono e mi sento in forma.

I problemi e contrattempi e le negatività che si presentano giornalmente sono contrastate dal mio modo di essere che ho costruito giorno dopo giorno, che mi ha permesso di arrivare a sentire il pieno controllo di me stesso.

Ancora oggi, ogni volta che rileggo la descrizione della mia vita attuale,  ne sono incredulo.

Volgendo lo sguardo al mio passato, vedo chi ero e come ero e credimi, è stato un miracolo!

Come era Stefano Branda

Nel corso della mia vita sono stato fisicamente, psicologicamente ed emotivamente debole.

Grasso, magro, triste, depresso, terribilmente timido, insicuro, arrabbiato, spesso paralizzato dalle ansie che alimentavano le catene che mi tenevano bloccato alle situazioni piene di indecisioni e paure.

Imbarazzato per il mio fisico tozzo, vivevo un senso d’inadeguatezza per il mio modo di esprimermi e per l’incapacità di gestirmi.

Ho lottato per interminabili anni con la dipendenza emotiva e da cibo.

Sono letteralmente andato in rovina in più di un’occasione !!!

All’insaputa di tutti, mi sono sempre mostrato disponibile, sorridente, carico!

Ti assicuro che questa maschera non mi ha aiutato per nulla ad essere la persona che sono diventato.

Per superare tutti questi ostacoli ci sono voluti molti anni e mi è costato davvero un sacco di lavoro.

Ho frequentato più di 60 corsi di formazione e letto oltre 300 libriseguito ed ascoltato diversi mentori e mi sono confrontato con centinaia di persone.

Ho tagliato fuori le persone negative e ho imparato a coltivare le relazioni significative.

Eliminando lentamente una cattiva abitudine alla volta e tutto quello che mi depotenziava, l’ho sostituita con una alternativa, buona e potenziante.

Dopo tutto questo tempo ho appreso che la semplicità e la conoscenza sono la chiave per la salute, la ricchezza e la felicità.

Mi sono reso conto che nella realtà dei fatti la maggior parte delle “cose” non hanno importanza, sono solo il rumore di sottofondo che ci distrae dal vivere la vita che vogliamo e meritiamo.

La maggior parte delle necessità indotte e manipolate da terzi sono il più grande ostacolo che la vita può riservarci.

La vita è veramente molto semplice; ma noi insistiamo nel renderla complicata. Confucio

Mission professionale

Credo che ogni esistenza debba essere vissuta appieno, ricercandone la vera qualità.

Perseguire la salute funzionale per raggiungere un benessere profondo, manifestando tutto il nostro potenziale è il più grande obbiettivo.

Accompagnare le persone a percepire ed apprezzare tutto questo e percorrere, insieme a chi lo desidera, la via che conduce verso i propri sogni, è la mia Mission professionale.

L’era moderna e l’evoluzione del nostro stile di vita ha causato più danni di quanti ne abbia risolti.

Soprattutto negli ultimi decenni ha innalzato cosi tanto i livelli di stress ed alterato cosi profondamente gli equilibri da costringerci ad abitudini dannose.

La sedentarietà, la mal nutrizione, il deterioramento del rapporto con noi stessi e con chi ci circonda, minano giornalmente la vita di chiunque.

Noi tutti abbiamo una sola vita, una sola opportunità, sta a noi coglierla e viverla al meglio. S.Branda

La domanda che mi ha fatto diventare Coach 

Esiste un pensiero in particolare, un quesito che ho avuto fin da ragazzino, e che ho ritrovato costantemente in quasi tutte le persone con cui ho intrapreso un percorso di cambiamento.

Qualunque fosse stato l’obbiettivo prescelto, sia esso un percorso per dimagrire o per migliorare la forma fisica o la propria energia o semplicemente per un senso di insoddisfazione o inadeguatezza, questo pensiero risuonava se non identico, molto simile come significato, nella maggior parte delle persone con cui ho avuto la fortuna di lavorare.

Perché non sono felice? Eppure ho molto!

Ti sei mai posto anche tu questa domanda?

Ricordo perfettamente quando da ragazzino, rivolsi a mia madre la domanda.

Il quesito mi veniva suggerito costantemente da una vocina interiore, che non smette mai, neanche oggi, di spingermi a cercare i perché ed i significati delle cose.

Per diversi anni fu per me una questione giornaliera, non smettevo mai di pormela, ed ancora oggi mi sovviene.

Vi confesso che mi ha aiutato in moltissime occasioni a comprendere i meccanismi che minano la serenità.

Sicuramente mi ha insegnato a comprendere cosa è necessario avere per poter dire di possedere davvero molto.

Guardavo le persone grandi non avere tempo, viver in corpi che odiavano, assumere comportamenti che non riuscivo ad immaginare propri di chi è “grande”.

Era disarmante per me osservare come quello che mi veniva professato, insegnato, che doveva portarmi a crescere nel migliore dei modi, strideva con quel diffuso mal vivere che percepivo nei grandi.

I 3 obiettivi più importanti

Cosi fin da piccolino nella mia testa nascevano domande allora inspiegabili, alle quali ho trovato risposte solo dopo molto tempo.

Questo genere di domande mi ha spinto ad apprendere tutto il necessario per esercitare la mia attuale professione e imparare a vivere felice.

Grazie a questa attitudine e alla continua ricerca del vero, riesco a vivere ogni giorno le tre cose più importanti per me :

1. avere tempo e risorse per prendermi cura della mia salute;

2. avere tempo libero di qualità e risorse per stare con la famiglia e gli amici;

3. avere tempo e risorse per sviluppare progetti che voglio sostenere.

Questi tre punti rappresentano la mia mission di vita personale.

Se vuoi conoscermi a fondo

Dal 1984 mi occupo di benessere, movimento, salute e sviluppo personale.

Prima di allora ero impegnato a scovare un modo per stare al mondo, con un minimo di serenità e buone prospettive, che mi permettesse di far scorrere il resto della vita in un equilibrio accettabile.

È cosi che ricordo gli anni dell’adolescenza.

Forse sono nato con la passione per l’espressione motoria, ma in realtà credo che fosse l’unico modo che allora conoscevo per esprimermi, questo mi ha spinto a praticare tutti gli sport che mi incuriosivano.

Ricordo che, quando ancora frequentavo i primi anni di scuola elementare, cercavo ogni tipo di sport o gioco che soddisfacesse la mia voglia di esprimermi con il movimento.

I racconti dei miei genitori di quando ero piccolo, venivano arricchiti spesso con l’aggettivo “elettrico”.

Deduco che già da piccolino era difficile non trovarmi in movimento.

Probabilmente fu questa mia indole “selvatica” a farmi scoprire l’espressione del movimento e il suo enorme potenziale per lo sviluppo di una vita piena e soddisfacente.

Ero troppo giovane per avere gli strumenti che mi permettessero di rispondere alla domanda, e sicuramente, li avessi avuti, non sarei stato in grado di utilizzarli.

Il movimento fisico, lo sport era tutto quello che avevo per comprendermi.

Questo vivere fisicamente cosi intensamente mi ha permesso di conoscermi davvero, arrivando ben oltre gli strati muscolari di superficie.

Scoprire se stessi attraverso il movimento

Praticai molti sport quali nuoto, basket, bicicletta, e all’età di 13 anni e sei mesi, mi iscrissi alla mia prima palestra.

La scelta per la palestra avvenne quasi per caso.

A dire il vero non credo al caso, tutti gli eventi precedenti seguirono un percorso ben specifico che mi ha portato a tirare fuori il meglio di me.

All’epoca ovviamente non lessi quegli eventi in modo cosi positivo, ma furono l’inizio del mio, spero ancora molto lungo, cammino.

Partito dai percorsi di guerra improvvisati con gli amici che condividevano con me interi pomeriggi a costruire capanne di fortuna, ad arrampicarci sugli alberi e a consumare le gomme delle bici per vedere chi faceva “l’inchiodata più lunga”, passando attraverso il nuoto praticato durante le elementari, arrivai alle scuole medie.

Finalmente avevo l’occasione di fare qualcosa di più grande, sportivamente parlando, cosi lasciai la piscina.

Io adoravo il basket ed ero bravo, a detta degli allenatori, ma servivo solo negli allenamenti come elemento “disturbante”, perché data la mia statura, in partita non mi facevano mai entrare, sigh!

Questa cosa mi amareggio molto, anche perché lo stesso anno in cui l’allenatore mi disse, testuali parole : “Giochi molto bene, buchi la difesa come pochi e sei molto tecnico e preciso nei tiri, ma se a questa età sei alto cosi, è improbabile che tu cresca ulteriormente, quindi per il campionato non c’è spazio per te”, un certo Anthony Jerome “Spud” Webb alto esattamente come me, vinse la gara delle schiacciate nell NBA americana.

E allora basket via! Solo “sul cemento” per far passare i brutti pensieri, basta squadra e basta partite!

Come il movimento può tirar fuori il meglio di te

La voglia di confrontarmi però non finiva e mi mancava quella sensazione di pace che sentivo mentre praticavo uno sport.

Stare in movimento mi placava la mente, quella mente frenetica e sempre al lavoro che raramente staccava la spina.

Era ancora l’unico modo che conoscevo per riuscire a sentire l’equilibrio, non avevo altre idee ne conoscevo altri modi per vivere sereno.

Rapito dall’enorme fascino della prova regina dell’atletica, decisi di cimentarmi in prove e provini vari.

Si decise cosi che ero un buon candidato per la specialità di velocità dei 100 metri piani.

Neanche a dirlo, nel paese dove abitavo, non avevano idea di che cosa fosse un velocista, cosi, inevitabilmente, dopo l’ennesimo e noioso 10.000 metri abbandonai l’atletica.

Una sera, dopo qualche giorno di richieste da parte mia, io e i miei genitori andammo a un allenamento della miglior squadra italiana di football americano, prassi obbligatoria prima di un eventuale provino….

Mia madre si spavento a tal punto che ancora seduti sugli spalti mi precluse chiaramente la futura carriera nel football americano.

L’ultimo dei miei sogni sportivi era la ginnastica artistica.

Potevo stare delle ore ad ammirare quei corpi cosi possenti e allo stesso tempo eleganti e aggraziati che compivano gesta per me incredibili con una facilità e spontaneità disarmanti…

Anche questo sogno fu un sogno rinchiuso nel cassetto perché non c’erano strutture vicine al posto dove vivevo.

Scoprire il proprio potenziale attraverso il corpo

E finalmente arrivò la palestra!

Ricordo perfettamente il primo giorno che ci entrai.

Erano appena trascorse le vacanze natalizie, quando nei primi giorni del gennaio del 1984 mi iscrissi alla mia prima palestra.

Si chiamava Magic Club ed era situata in una parte dismessa di una discoteca, piena di attrezzi e specchi persino sul soffitto.

Varcata la soglia, mi accolse il proprietario Renato, insieme a lui iniziai la mia avventura nel mondo del fitness.

Con un aspetto rotondo, un’altezza sotto la media, le orecchie grandi, gli occhiali da secchione, le gambe lunghe, il busto corto e una timidezza innata, iniziai a frequentare l’unica palestra facilmente raggiungibile, dato che, vista l’età, non avevo mezzi a disposizione se non il “tacco-suola” e la bicicletta.

Per di più il paese dove abitavo aveva collegamenti con gli altri paesi tramite bus con frequenze non proprio abbondanti.

Come sicuramente hai notato dalla descrizione la mia autostima non era ai massimi livelli.

Ricordo benissimo quanto questo mi faceva percepire tutto in modo abnorme.

Nonostante alle scuole medie mi soprannominarono il re della risata, le difficolta a relazionarmi efficacemente con gli altri erano molte.

L’esagerata sensibilità mi aveva si donato un empatia incredibile, ma allo stesso tempo alimentava la timidezza che mi rendeva goffo e impacciato.

Bene, l’iniziare a frequentare una palestra fu l’inizio della risalita, diciamo pure che fu la mia seconda nascita.

In breve diventai un grande appassionato di fitness, un atleta competitivo a livello nazionale ed internazionale per poi evolvermi, passando attraverso tutte le fasi formative ed esperienze professionali, in professionista del benessere a 360° esercitando la professione di personal trainer e consulente per la salute funzionale.

Come mi sono innamorato della mia professione

Il lavoro nelle palestre mi aiutò a imparare a rapportarmi con colleghi e clienti, nonché a gestire l’autorità o meglio il ruolo di guida,

Inizia cosi ad interessarmi in modo approfondito di sviluppo personale.

Sentivo la forte necessita di imparare a gestire quel turbinio di emozioni spesso contrastanti, che caratterizzavano l’aspetto altalenante del mio umore.

La timidezza andava scomparendo e di pari passo iniziava a essere prevalente la sicurezza in me stesso.

Stavo acquisendo quelle capacità che tanto mi sarebbero servite anni prima.

L’importanza e la necessità di apprendere la gestione del sè si evidenziava sempre più!

Man mano che miglioravo il mio benessere e il numero di persone che riuscivo ad aiutare saliva, divoravo libri sull’argomento ottenendo giovamenti impressionanti.

Questo mi fece capire quanto stavo apprendendo di me stesso attraverso il movimento, lo studio del corpo umano e del funzionamento della mente.

Oltre a essere affascinato dal corpo umano e dal suo funzionamento, il mio aspetto “rotondo” visto il generoso appetito e la familiarità con l’obesità, mi ha portato a leggere e studiare qualsiasi argomento riguardante l’alimentazione e la nutrizione per poter migliorare il mio aspetto e mantenermi in salute.

L’insieme di tutte queste vicende, mi ha permesso di scoprire e conoscere moltissime cose sul corpo e sulla mente umana.

Alla luce dell’esperienze fatte e degli incredibili progressi personali ottenuti ho iniziato ad  aiutare le persone a me più care.

Perché stefanobranda.com

A gennaio di quest’anno (2024) ho compiuto il 40° anno di presenza nell’ambito delle attività motorie, operando negli ultimi 26 anni come personal trainer.

Cosa più importante, ho appreso quanto potenziale ci sia oggi nel campo della conoscenza del “sistema uomo” e contemporaneamente quanta confusione e pessima informazione esista sull’utilizzo di questa conoscenza.

Imparando dai bisogni, dalle necessità e dagli stimoli, che ho vissuto e incontrato, dalle persone che ho aiutato e dalle strutture con cui ho collaborato, mi sono accorto che praticamente tutti, prima o poi, sono costretti a farsi le stesse domande sulla gestione della salute, del benessere e sul miglioramento e/o mantenimento di entrambe.

Questa necessità di scoprire, cercare, senza nessun pre-concetto, nessuna manipolazione e in assoluta libertà informazioni serie e reali su un argomento che oggi muove troppi interessi per rimanere cristallino, mi ha portato ad affrontare tutte le argomentazioni, cercando un’informazione corretta, aggiornata, pratica, libera e con risposte e soluzioni attuabili da tutti nella vita quotidiana.

Grazie a questa attitudine, sono in grado di fornire a tutti quelli che lo desiderano, la possibilità di comprendere il funzionamento dei  fattori ESSENZIALI che concorrono al raggiungimento della vera qualità della vita.

La consapevolezza necessaria per comprendere la nuova coscienza del benessere, sta alla base di quello che si può fare di davvero ESSENZIALE, per mantenere il dono più prezioso che si possa ricevere: la salute funzionale. S.Branda

Conoscere i vostri commenti, ascoltare i vostri suggerimenti e accettare le vostre critiche, mi emoziona e mi aiuta a continuare a cercare la giusta informazione. 

Dunque, buona navigazione con stefanobranda.com

Può interessarti anche: Formazione. Palmares sportivo. Collaborazioni.